Non era meglio Franca Valeri?
Le decisioni del presidente della Repubblica sui senatori a vita non si discutono, si rispettano: il margine di decisionalità che la Costituzione attribuisce sul tema al capo dello stato dovrebbe essere sufficiente a sedare preventivamente malumori e perplessità. Eppure, smentendoci subito almeno per un attimo, non possiamo non chiederci su che cosa, a parte la pigra considerazione che “almeno una donna ci voleva”, si sia fondata la decisione di attribuire la carica senatoriale vitalizia alla professoressa Elena Cattaneo, farmacologa cinquantenne ed ex vicepresidente del Comitato nazionale di bioetica.
15 AGO 20

Le decisioni del presidente della Repubblica sui senatori a vita non si discutono, si rispettano: il margine di decisionalità che la Costituzione attribuisce sul tema al capo dello stato dovrebbe essere sufficiente a sedare preventivamente malumori e perplessità. Eppure, smentendoci subito almeno per un attimo, non possiamo non chiederci su che cosa, a parte la pigra considerazione che “almeno una donna ci voleva”, si sia fondata la decisione di attribuire la carica senatoriale vitalizia alla professoressa Elena Cattaneo, farmacologa cinquantenne ed ex vicepresidente del Comitato nazionale di bioetica. Non perché la studiosa non sia benemerita e nota, come del resto molti altri e altre, in Italia.
Nell’attività di Elena Cattaneo, protagonista di strenue battaglie per l’uso nei laboratori italiani di staminali embrionali – pratica oggi obsolescente, soprattutto dopo che personaggi del calibro del Nobel giapponese Yamanaka ne hanno indicato l’inutilità, oltre alla non eticità – da anni spicca soprattutto il côté militante. I suoi ricorrenti interventi sul mensile britannico Nature, per esempio, non toccano mai le sue scoperte ma sono tribuna di accusa permanente contro la gestione della ricerca e della scienza in Italia. Si obietterà che abbiamo bisogno di personaggi che incitino la politica alla promozione della negletta scienza italiana. Ma già l’idea che la scienza sia “un cavallo di battaglia della sinistra”, come ha dichiarato la professoressa Cattaneo nella sua prima intervista a Europa dopo la nomina, ci fa pensare che, se donna doveva essere, la senatrice a vita Franca Valeri avrebbe fatto molto meglio all’umore dell’Italia.